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Visualizzazione dei post da dicembre, 2009

Democrazia, un optional?

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“Spesso abbiamo stampato la parola Democrazia. Eppure non mi stancherò di ripetere che è una parola il cui senso reale è ancora dormiente, non è ancora stato risvegliato, nonostante la risonanza delle molte furiose tempeste da cui sono provenute le sue sillabe, da penne o lingue. È una grande parola, la cui storia, suppongo, non è ancora stata scritta, perché quella storia deve ancora essere messa in atto”. (Walt Whitman, Prospettive democratiche) Sono tante le definizioni che sono state date alla parola democrazia nel corso della storia. Ebbene, io non sono assolutamente in grado di darne una inedita, ma penso di sapere cosa non è democrazia: democrazia non è la didattura della maggioranza democrazia non è il non rispetto delle istituzioni, delle leggi, delle regole democrazia non è il non rispetto dell'individuo democrazia non è isolare chi non la pensa come te Ora, in democrazia, è lecito che ci sia battaglia politica, ma chi non la pensa come te non è un nemico...

La pesante ombra sulla testa di Berlusconi

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Il pentito di mafia Spatuzza ha reso la sua deposizione confermando quanto avevano preannunciato giornali e telegiornali nei giorni scorsi e cioè che dell'Utri e il presidente del consiglio Silvio Berlusconi sono stati referenti della mafia al tempo delle stragi del 1993. E dell'Utri dichiara: “le accuse di Spatuzza mi fanno ridere”. Ma beato lui! A me, davvero non scappa da ridere! Se è vero, come da stima, che il 30% dell'economia nazionale è condizionata da denari sporchi. Se è vero che, come diceva il giudice Borsellino, chi è in possesso di grandi capitali necessita di grandi investimenti e che ci sono per questo mafiosi che fanno da collegamento tra il sud e il nord del Paese proprio per cercare questi sbocchi imprenditoriali, Spatuzza potrebbe anche dire la verità. Ma è solo ai giudici che spetta il compito di verificare, con grande minuziosità, l'attendibilità delle dichiarazioni rese da un uomo che ha commesso delitti efferati. A prescindere da quanto la magist...

Commedie in politichese

Ma li sentite anche voi questi attori della politica che, regolarmente, occupano i salotti delle trasmissioni televisive più seguite? Che bravura! Recitano in politichese ed è un vero peccato che nessuno capisca la loro lingua!

No ai minareti: prevale la paura e la non conoscenza?

Il referendum sui minareti ha letteralmente “spaccato” in due l'elettorato. Il 57% ha votato contro nuove costruzioni di minareti in Svizzera. Un duro colpo alla libertà religiosa e all'integrazione. Alcuni Stati d'Europa hanno subito preso le distanze dall'esito del referendum ed altri hanno avuto reazioni di condanna. Se da un lato questo risultato riflette le paure della popolazione elvetica (ma anche dell'Europa) nei confronti del fondamentalismo islamico, dall'altra può incoraggiare sentimenti di esclusione ed accrescere ulteriormente le spaccature all'interno della società. È chiaro che il no all'edificazione di nuovi minareti offende e ferisce tutte quelle persone che considerano importante questa religione per la propria vita. Il rispetto e la tolleranza delle opinioni altrui sono il fondamento della pace religiosa. Una cosa è certa e occorre prenderne atto: la Svizzera, purtroppo, non è nuova a prese di posizione che hanno un certo odore...