Di Girolamo: casta, amnesia e voto all'estero
Ci voleva un caso così eclatante, come quello del senatore Nicola Di Girolamo, accusato di essere coinvolto nello scandalo Fastweb, di associazione per delinquere finalizzata al riciclaggio e al reimpiego di capitali illeciti, nonché di violazione della legge elettorale con l’aggravante mafiosa, a riportare in luce il vecchio problema della casta che protegge se stessa. Eh si, perchè il 25 settembre 2008 il Senato ha respinto, con 204 voti a favore, 43 contrari e un astenuto, la richiesta di arresti domiciliari per il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo. Eletto nella circoscrizione Europa, Di Girolamo era accusato dalla Procura di Roma di aver falsamente dichiarato la propria residenza in Belgio così da potersi candidare nel collegio estero. Il Gip del Tribunale di Roma, Figliola, aveva emanato, prima dell'estate dello stesso anno, un' ordinanza di custodia domiciliare su cui già la Giunta per le immunità aveva espresso parere negativo il 24 giugno. La giunta del Senato che pre...